Il pacchetto di bilancio che il ministero delle Finanze ha presentato al governo il 24 settembre contiene un disegno di legge a parte. Non incassa né distribuisce denaro; cambia la data dei pagamenti: i rimborsi dei prestiti di bilancio in scadenza nel 2027–2029 verrebbero rinviati oltre il 2030. Il testo ufficiale del ministero — minfin.gov.ru ci restituisce un 503, quindi abbiamo letto la versione integrale su Garant — indica un importo di 300 miliardi di rubli. Ricorda inoltre che parte dei pagamenti in scadenza nel 2026, per 100 miliardi, è già stata rinviata. Sarebbe il secondo rinvio di questo tipo, tre volte più grande del primo.

Che cosa dice il testo

«Il pacchetto di bilancio contiene anche un disegno di legge che rinvia, per le regioni, il rimborso dei prestiti di bilancio in scadenza nel 2027–2029 a dopo il 2030. Questa misura permetterà alle regioni di ridestinare 300 miliardi di risorse di bilancio a compiti prioritari. In precedenza, su incarico del Presidente, era stata presa una decisione analoga: spostare al 2030 il rimborso di una parte dei prestiti di bilancio previsto per il 2026, dando alle regioni 100 miliardi di rubli aggiuntivi.»

Un prestito di bilancio è un debito della regione verso il bilancio federale, con un piano di rimborso definito. Spostare la scadenza non estingue il debito e non aggiunge un copeco di entrate: toglie dai prossimi tre anni un pagamento che altrimenti andrebbe finanziato con risorse proprie o nuovo debito. I 300 miliardi sono la parte rinviata, non il totale dei pagamenti dei tre anni. Il testo non dice quanto le regioni dovessero restituire complessivamente nel 2027–2029.

Un rinvio che abbiamo già visto

Il testo non data né identifica la decisione precedente richiamata dal ministero. Il meccanismo descritto — pagamenti del 2026 spostati al 2030 — coincide con ciò che ha fatto il decreto n. 1095 del 28 agosto: ha tolto dal calendario di quest’anno i pagamenti sul terzo del debito che le regioni effettivamente rimborsano e, insieme, ha permesso alle regioni con capacità fiscale fino a 0,9 di spendere per la guerra il denaro liberato. La cifra di 100 miliardi non figurava nel decreto stesso; la indica solo il testo attuale del ministero.

Se il nuovo disegno di legge passa, i pagamenti di quattro anni scadranno nel 2030 o più tardi — quelli spostati dal 2026 e ora quelli del 2027–2029. Il piano non prevede rimborsi per quattro anni; gli obblighi si accumulano alle nuove scadenze. È la stessa serie che seguiamo da fine agosto: crediti del Tesoro per gli squilibri di cassa allo 0,1% l’anno per tutte le regioni, le proposte del Consiglio della Federazione di fissare i tassi dei crediti alle regioni, trasferimenti dal fondo di riserva del governo per l’«equilibrio» dei bilanci regionali. Il centro sostiene i bilanci regionali con tutti gli strumenti insieme, compresa la disponibilità ad aspettare il denaro che gli è dovuto.

Un rinvio non è una perdita — ma nemmeno un’entrata

La nostra distinzione costante tra differito e perso funziona qui in entrambe le direzioni. Il bilancio federale non perde quei 300 miliardi: il debito resta nei libri e il credito non sparisce. Ma nel 2027–2029 non riceverà gli incassi inseriti nei propri calcoli. È lo stesso bilancio federale il cui deficit per quegli anni è appena stato pianificato a «intorno al 2% del PIL l’anno», il doppio del valore previsto dalla legge vigente; i dettagli sono nell’articolo di oggi sul pacchetto. Il saldo consolidato dei bilanci regionali nel 2027–2029 migliorerà esattamente dell’importo dei pagamenti non effettuati. Quel miglioramento non misura le entrate delle regioni, ma la disponibilità del centro ad aspettare.

Che cosa cambia nel nostro modello

Oggi non cambia nulla: è un disegno di legge il cui testo ancora non esiste, e nessun numero degli indicatori si muove.

I bilanci regionali sono a 31 su 100: il saldo consolidato mobile su dodici mesi delle regioni è di −1,509 mila miliardi di rubli ad agosto. Se il rinvio passa, dal 2027 questa serie migliorerà per la somma dei pagamenti non effettuati — senza un solo copeco nuovo di entrate regionali. L’indice di solidità è a 47,1 su 100, in zona di stress. Lo stato degli otto indicatori è sul monitor.

Che cosa non sappiamo

Il testo del disegno di legge. Deve essere presentato alla Duma di Stato entro il 1° ottobre con il resto del pacchetto. Non si sa quindi quali prestiti copra il rinvio — quelli infrastrutturali del Tesoro, quelli ristrutturati o tutti insieme; se si sposta solo il capitale o anche gli interessi; se il rinvio è automatico o richiede una domanda della regione.

Il denominatore. Quanto scadeva in totale nel 2027–2029 non è detto: 300 miliardi è la parte spostata, non l’intero calendario dei tre anni.

Se la decisione precedente sia il decreto n. 1095. Il testo del ministero la descrive senza data né numero. Vediamo che meccanica e anni coincidono con il decreto n. 1095, ma non affermiamo che si tratti di esso; la cifra di 100 miliardi non sta nel testo del decreto stesso.