Il 6 novembre è stato pubblicato il decreto n. 647 del 15 settembre del Ministero dello Sviluppo economico, registrato lo stesso giorno dal Ministero della Giustizia con il n. 89078. Approva la procedura con cui Rosstat approva i moduli che le imprese russe compilano, e abroga il decreto che regolava la stessa cosa dal 2021.

Il cambiamento si vede nel titolo prima che nel testo. La vecchia procedura copriva i moduli e le istruzioni per compilarli. La nuova copre quelli e, accanto a essi, una seconda cosa: gli indicatori statistici primari e le istruzioni per trasmetterli — un modo di esigere una cifra senza modulo.

Abbiamo letto il documento per intero: 22 pagine, tutti i 36 punti della procedura e i due allegati.

Il decreto

Il decreto in sé è di due punti. Il punto 1 approva la procedura. Il punto 2 abroga quella precedente:

«2. È abrogato il decreto del Ministero dello Sviluppo economico della Russia del 24 maggio 2021 n. 279 “Sull’approvazione della Procedura di approvazione da parte del Servizio federale di statistica di Stato dei moduli di osservazione statistica federale e delle istruzioni per la loro compilazione” (registrato dal Ministero della Giustizia della Russia il 14 settembre 2021, registrazione n. 64996).»

Quella citazione è anche la prova di che cosa è cambiato: il punto abrogativo riporta per intero il titolo vecchio, e si ferma ai moduli e alle istruzioni per compilarli. Il titolo nuovo prosegue: «…dei moduli di osservazione statistica federale e delle istruzioni per la loro compilazione, degli indicatori statistici primari e delle istruzioni per la loro trasmissione». Il decreto è firmato dal ministro, M. G. Reshetnikov.

Che cos’è un indicatore statistico primario

Il primo punto della procedura colloca i moduli nel sistema che lo Stato già gestisce: servono a raccogliere i dati necessari a produrre l’informazione statistica ufficiale prevista dal Piano federale dei lavori statistici, approvato con l’ordinanza di governo n. 671-r del 6 maggio 2008. Il punto 20 dà al nuovo oggetto la stessa base:

«20. Gli indicatori statistici primari e le istruzioni per la loro trasmissione sono approvati ai fini della raccolta dei dati statistici primari necessari alla produzione dell’informazione statistica ufficiale prevista dal Piano federale dei lavori statistici.»

E il punto 23 dice chi lo approva, e su quale base:

«23. L’indicatore statistico primario e le istruzioni per la sua trasmissione sono approvati dal Servizio federale di statistica di Stato sulla base di una domanda presentata da un soggetto della contabilità statistica ufficiale in conformità alla presente Procedura.»

Una domanda indica, secondo il punto 24, la posizione nel Piano federale, la metodologia, la denominazione dell’indicatore e i suoi caratteri di classificazione, la sua unità di misura, la periodicità e il termine di trasmissione dei dati, chi li raccoglie, quali categorie di rispondenti li forniscono, le istruzioni di trasmissione e il formato elettronico.

È quasi tutto ciò che un modulo contiene. Ciò che non contiene è un modulo.

Due vie, e la carta che ciascuna lascia

La procedura descrive ora due modi di arrivare a una cifra che un rispondente è tenuto a dichiarare, e la differenza non sta nella domanda: sta in ciò che esiste alla fine.

Un modulo. La domanda arriva a Rosstat per canali di telecomunicazione «in formato di file di testo (doc, docx)», con una lettera di accompagnamento firmata dal responsabile o dal vice responsabile dell’organo che la presenta (punto 8), non oltre 240 giorni di calendario prima della data prevista di inizio della raccolta (punto 9). Rosstat ha 20 giorni lavorativi per esaminarla (punto 10) e rifiuta oppure approva (punto 11). Se approva, il punto 18 gli fa predisporre un atto giuridico, e il punto 19 elenca che cosa quell’atto deve indicare: i poteri di Rosstat di approvare il modulo, la posizione nel Piano federale, gli estremi dell’atto che approva la metodologia, gli estremi della lettera di accompagnamento e le date da cui il modulo inizia a essere applicato.

Gli allegati rendono poi visibile quell’atto. Entrambi i modelli raccomandati di modulo portano, sul modulo stesso, un riquadro intitolato «Decreto di Rosstat: Sull’approvazione del modulo», con spazi vuoti per la data e il numero, e sotto altri spazi per un decreto modificativo. Chi compila il modulo ha davanti gli estremi dell’atto che lo ha istituito.

Un indicatore statistico primario. La domanda è preparata in via elettronica, firmata dal responsabile o dal vice responsabile e inviata a Rosstat «per mezzo del sistema informativo statale “Piattaforma analitica digitale per la fornitura di dati statistici”» (punto 25) — di nuovo con almeno 240 giorni di calendario di anticipo, di nuovo esaminata in 20 giorni lavorativi (punto 26), di nuovo rifiutata o approvata (punto 27). Se è approvata, il punto 34 dice in che modo:

«34. L’indicatore statistico primario e le istruzioni per la sua trasmissione sono approvati dal Servizio federale di statistica di Stato mediante l’inserimento delle informazioni su di esso nel registro unico dei moduli e degli indicatori (iscrizione nel registro), in conformità alla procedura di formazione e tenuta dello stesso, stabilita dal Servizio federale di statistica di Stato.»

In quella frase non c’è alcun atto giuridico. L’approvazione è l’iscrizione nel registro. E secondo il punto 35, i soggetti della contabilità statistica ufficiale ne sono informati «per mezzo della funzionalità del sistema informativo, automaticamente».

Una via finisce dunque in un decreto datato e numerato, stampato sul modulo. L’altra in una riga di un registro, dentro una piattaforma, annunciata dalla piattaforma.

Quando questo comincia

Il decreto non ha un proprio punto di entrata in vigore; gli atti registrati hanno effetto secondo la regola generale. Ma proprio le parti della procedura che qui contano non dipendono da alcuna data. Il punto 36 è l’ultimo del documento:

«36. I requisiti previsti dai punti 25, 30, 32, 34, 35 della presente Procedura si applicano via via che viene messa in esercizio la funzionalità del sistema informativo destinata alla formazione e alla tenuta del registro unico dei moduli e degli indicatori e all’informazione dei soggetti della contabilità statistica ufficiale. Le informazioni sulla possibilità di applicare la funzionalità del sistema informativo … sono pubblicate sul sito ufficiale del Servizio federale di statistica di Stato nella rete di informazione e telecomunicazione “Internet”.»

Ognuno dei punti nominati lì appartiene alla via nuova: la domanda tramite la piattaforma, il rifiuto, il riesame, l’iscrizione nel registro, l’informazione automatica. Si applicano man mano che entrano in funzione le parti corrispondenti del sistema. Un avviso sul sito di Rosstat dirà quando accade.

Che cosa Rosstat deve comunque rifiutare

La procedura non è solo un allentamento. Il punto 12 fissa un elenco tassativo di motivi per cui Rosstat è tenuto a rifiutare una bozza di modulo, e il punto 28 lo ripete per gli indicatori primari. Due di essi vincolano lo Stato e non il rispondente: Rosstat deve rifiutare quando il Piano federale dei lavori statistici «non contiene posizioni che prevedano la formazione di informazione statistica ufficiale» sulla base dei dati che il modulo raccoglierebbe (punto 12 «d»), e quando la metodologia statistica ufficiale per l’uso di quei dati «non è approvata» (punto 12 «e»). Il punto 13 attenua entrambi: nessuno dei due giustifica il rifiuto se una proposta di aggiungere la posizione, o una bozza di metodologia, è già davanti a Rosstat senza divergenze irrisolte.

Ce n’è un altro che vale la pena mettere per iscritto, perché è la regola che impedisce di raccogliere due volte la stessa cifra:

«z) la presenza, nella bozza di modulo di osservazione statistica federale, di domande del programma di osservazione la cui raccolta di dati è già effettuata dal Servizio federale di statistica di Stato o da un altro soggetto della contabilità statistica ufficiale.»

Che cosa fa questo alle cifre di questa pagina

Due delle otto serie di questo monitor vengono da Rosstat, e possiamo dire quali perché è indicato nelle nostre procedure di acquisizione dei dati: l’inflazione annua si legge dal file mensile dell’indice sulla pagina dei prezzi di Rosstat, e i crediti scaduti dal rapporto mensile sulla situazione socio-economica. Le altre sei vengono dal Ministero delle Finanze, dalla banca centrale e dalla ferrovia.

L’inflazione si attesta al 6,3% su base annua a settembre e segna 95 su 100 rispetto a un ritmo prebellico del 4,6% all’anno e a una linea di allarme registrata al 40%. I crediti scaduti si attestano a 1,96 volte il loro livello del gennaio 2022 in termini reali — 9,09 mila miliardi di rubli come dichiarati a fine agosto — e segnano 4 su 100, rispetto a 1 volta prima della guerra e a una linea di allarme fissata al raddoppio. L’indice di solidità è a 47 su 100, in zona di stress; l’unica lettura che si è mossa stamattina è la crescita della massa monetaria, dal 13,2% al 12,1% su base annua, e non supera alcuna linea registrata.

Nulla in questo decreto cambia tutto ciò. Non chiude alcuna serie, non ne rinomina nessuna, non altera alcuna cifra. Non nomina né l’indice dei prezzi al consumo né i crediti né alcun’altra serie, in nessuno dei suoi 36 punti. Una procedura per approvare futuri strumenti di raccolta: questo è ciò che è.

Ciò che cambia è la traccia. Oggi, se si vuole sapere in forza di che cosa un’impresa russa è stata obbligata a dichiarare una cifra, c’è un decreto di Rosstat con una data e un numero, ed è stampato sul modulo. Per tutto ciò che sarà approvato per la via nuova ci sarà invece un’iscrizione nel registro, in un sistema le cui regole Rosstat deve ancora stabilire; i soggetti interessati saranno informati automaticamente. Leggiamo la statistica russa abbastanza da vicino da voler sapere da dove viene ogni cifra, ed è questo il documento che decide fino a che punto si potrà ancora rispondere alla domanda.

È la seconda volta in tre giorni che la carta sotto le nostre cifre viene riscritta. Il 6 novembre abbiamo raccontato i nuovi moduli della rendicontazione di bilancio che portano il deficit e il saldo regionale. Lì si trattava del Ministero delle Finanze e della rendicontazione di bilancio. Qui si tratta del Ministero dello Sviluppo economico e dell’osservazione statistica. Sono riforme distinte di quadri distinti, firmate a due settimane di distanza — il 1º e l’8 settembre i quattro decreti delle Finanze, il 15 settembre questo — e non sosteniamo che siano un unico programma. Annotiamo che i due quadri che, insieme, sostengono cinque delle nostre otto letture sono stati riscritti nello stesso autunno.

Che cosa non sappiamo

Se un indicatore statistico primario esista già. Non lo abbiamo cercato nel registro, e il punto 36 lascia pensare che il meccanismo possa non essere ancora acceso. Nulla qui dice che ne sia stato approvato uno.

In che cosa il resto della procedura differisca da quella del 2021. Non abbiamo letto il decreto n. 279. Il nostro confronto si regge sul titolo vecchio, che il punto abrogativo riporta per intero, e sui punti da 20 a 35 del documento nuovo, che in quel titolo non hanno corrispondenza. Non abbiamo accertato quali altri cambiamenti vi siano, punto per punto.

Se il registro abbia già regole proprie. Il punto 34 rinvia la procedura di formazione e tenuta del registro unico dei moduli e degli indicatori a un atto di Rosstat ai sensi della parte 3 dell’articolo 6 della legge federale. Non abbiamo verificato se quell’atto sia pubblicato.

Se questo miri a una serie in particolare. Il decreto non ne nomina alcuna. Il collegamento con l’inflazione e i crediti è nostro: da lì vengono le nostre due letture di Rosstat, non da ciò che il documento dice.

A che cosa serva la via nuova. Nessun atto pubblicato che abbiamo letto spiega perché servisse un secondo strumento, né che tipo di dati debba raccogliere. La procedura descrive il meccanismo e lì si ferma.