A mezzogiorno del 5 ottobre il ministero delle Finanze ha pubblicato il suo annuncio mensile ai sensi della regola di bilancio. Dal 7 ottobre al 6 novembre comprerà 279,42 miliardi di rubli in valuta estera e oro, 12,7 miliardi al giorno. A settembre la stessa operazione girava a 2,5 miliardi al giorno.

Letto come titolo, è il Fondo Nazionale del Benessere che viene riempito al ritmo più rapido degli ultimi tre anni. Letto a fronte del file mensile dello stesso ministero, che abbiamo aperto in questa sessione, è un’altra cosa: l’acquisto di un solo mese supera tutto il surplus di entrate da petrolio e gas che la Russia ha davvero incassato nel 2026.

Entrambe le cifre vengono dallo stesso ministero. Solo una delle due è denaro arrivato.

Che cosa è stato annunciato

Il comunicato è di quattro frasi. La sua parte dispositiva:

«Il volume atteso di entrate aggiuntive da petrolio e gas del bilancio federale è previsto per ottobre 2026 in 289,46 miliardi di rubli. Lo scostamento complessivo delle entrate da petrolio e gas effettivamente percepite rispetto al volume mensile atteso di entrate da petrolio e gas, e della stima del volume mensile di base delle entrate da petrolio e gas rispetto al volume mensile di base delle entrate da petrolio e gas, in esito a settembre 2026 è stato di −10,04 miliardi di rubli. Pertanto il volume complessivo di fondi destinati all’acquisto di valuta estera e oro sarà di 279,42 miliardi di rubli.»

L’aritmetica torna: 289,46 − 10,04 = 279,42. E torna anche la cifra giornaliera: tra il 7 ottobre e il 6 novembre cadono 22 giorni lavorativi, contando il 4 novembre per la festività che è, e 279,42 diviso 22 fa 12,70.

La struttura di quella somma è tutta la storia. 289,46 miliardi sono una previsione di ottobre. La parte che riflette denaro effettivamente ricevuto è la correzione di settembre, −10,04 miliardi, ed è negativa.

Contro la serie dello stesso ministero

Il ministero pubblica la serie mensile che sta dietro a questi annunci in un file che risale al 2018. La sua riga sul volume di acquisti e vendite recita, per il 2026, in miliardi di rubli:

MeseOperazione
gennaio−192,1
febbraio−226,8
marzonessuna
aprilenessuna
maggio110,3
giugno208,2
luglio123,2
agosto136,2
settembre55,6
ottobre279,4

Il segno meno è una vendita. Nei primi due mesi dell’anno il ministero vendeva valuta, a marzo e aprile la regola era sospesa e non vi è stata alcuna operazione, da maggio compra. Ottobre è circa cinque volte settembre.

È anche il maggiore acquisto mensile da novembre 2023, quando la cifra fu di 621,1 miliardi. Nulla nei trentaquattro mesi intermedi si è avvicinato: il mese migliore del 2024 fu aprile con 235,3 miliardi, e il 2025 non superò mai i 70,2 miliardi in un mese prima di passare l’intero secondo semestre a vendere.

La cifra che ribalta tutto

Lo stesso file porta una riga chiamata entrate aggiuntive da petrolio e gas: incassi effettivi meno il volume mensile di base calcolato al prezzo base del petrolio. È il surplus che la regola di bilancio esiste per catturare. Per il 2026, mese per mese: −182,2, −153,2, −234,3, 21,0, 174,8, 209,6, 291,9, −3,8, 41,0.

Quei nove mesi sommano 164,8 miliardi di rubli. Li abbiamo ricalcolati e abbiamo verificato a campione l’aritmetica con cui il ministero li ottiene: i 41,0 di settembre sono 452,4 miliardi di entrate totali da petrolio e gas meno un volume di base di 411,4; i −3,8 di agosto sono 424,0 meno 427,8.

Dunque il surplus davvero incassato nei nove mesi fino a settembre è di 164,8 miliardi di rubli, e l’acquisto annunciato per il solo mese che parte il 7 ottobre è di 279,42 miliardi. Il mese vale più dell’anno, perché il mese è una previsione e l’anno è un consuntivo.

Nel comunicato c’è un altro segno della stessa cosa. La correzione di settembre, −10,04 miliardi, è una cifra livellata. La riga di riferimento dello stesso file, che dà la correzione senza la ripartizione uniforme sull’intero trimestre dell’imposta sul reddito aggiuntivo del petrolio, colloca il mancato incasso di settembre a −59,7 miliardi. Il divario tra le due non viene condonato: viene riportato avanti.

La spiegazione che non regge

La difesa ovvia del balzo è il calendario: ottobre è un mese in cui scade quell’imposta sul reddito aggiuntivo del petrolio, quindi la previsione doveva essere grande.

Il metodo stesso del ministero lo esclude, e lo esclude anche la sua storia. La nota a piè di pagina del file stabilisce che il volume previsto e quello di base di quell’imposta sono ciascuno ripartiti uniformemente sui mesi del trimestre in corso: il livellamento esiste proprio perché il blocco trimestrale non governi l’operazione mensile. E il registro concorda. L’ottobre 2024 portò 491,6 miliardi di rubli di quell’imposta e un acquisto di 71,8 miliardi. L’ottobre 2025 ne portò 327,8 miliardi e una vendita di 13,9 miliardi. Essere ottobre non aveva mai prodotto un balzo.

Ciò che è diverso in questo ottobre è la previsione stessa. La cifra atteso meno base per il mese è di 289,5 miliardi, contro 147,3 a luglio, 114,2 ad agosto e 100,7 a settembre. Il ministero non sta riferendo un ottobre migliore. Lo sta aspettando.

Che cosa ne fa davvero la banca centrale

Il ministero annuncia l’importo lordo; la banca centrale lo esegue con una correzione propria. In un commento del 29 giugno la banca ha fissato la regola per il secondo semestre 2026: il volume giornaliero è la cifra annunciata dal ministero, rettificata per vendite di 74,8 miliardi di rubli, ossia l’investimento netto delle disponibilità del Fondo in attività consentite in rubli nel primo semestre, «tenuto conto della ripartizione uniforme sul secondo semestre 2026 — 0,58 miliardi di rubli al giorno».

Applicato a 12,7, restano circa 12,1 miliardi di rubli al giorno di acquisto effettivo. La banca pubblica la cifra rettificata quando annuncia la regola semestrale, non mese per mese, e non abbiamo trovato una sua dichiarazione separata per ottobre; la sottrazione è nostra, secondo il metodo che la banca stessa enuncia.

Che cosa significa per le serie che seguiamo

Misuriamo la quota liquida del FNB: 46,7 miliardi di dollari ad agosto, con 29 su 100 rispetto a un’ancora prebellica di 113,5 miliardi di dollari e a una linea di allarme registrata a 20 miliardi. Le entrate russe da petrolio e gas segnano 0,561 — entrate reali mobili a dodici mesi come quota del totale 2021 — e un punteggio di 12, il penultimo degli otto dopo i crediti scaduti.

Nessuna delle due si muove su questo annuncio, e la distinzione merita di essere detta chiaramente: 279,42 miliardi di rubli sono un flusso pianificato per un mese, non il saldo del Fondo né il livello delle entrate da petrolio e gas. Le nostre letture arrivano da altri file del ministero, con il loro calendario. Se ottobre arriverà come previsto, la quota liquida del Fondo sarà più grande; se non arriverà, la correzione comparirà nell’annuncio di novembre come numero negativo, esattamente come quella di settembre.

La nostra guida al Fondo Nazionale del Benessere spiega come il Fondo viene riempito e la nostra guida alle entrate da petrolio e gas spiega il prezzo base rispetto al quale il surplus si misura. Il 2 ottobre abbiamo letto il disegno di legge depositato che consente alla spesa del 2027 di superare di 1.500 miliardi di rubli la formula della regola di bilancio stessa, e il 1° ottobre la ragione data dalla banca centrale per il prezzo base del petrolio di 50 dollari proposto dal 2027: i rischi per la sufficienza della quota liquida del Fondo.

L’indice di solidità è 46,4 su 100, in zona di stress, con tutti e otto gli indicatori coperti. L’esecuzione di stamattina non ha mosso alcuna lettura.

Che cosa non sappiamo

Che cosa c’è dentro la previsione. Il ministero dà 289,46 miliardi come un numero solo. Non lo scompone in prezzo, volume, cambio o rimborsi di accise, e il volume mensile di base per ottobre è ancora in bianco nel file.

La ripartizione tra valuta e oro. L’annuncio copre entrambe in una cifra sola e non le ha mai separate.

Se il mancato incasso di settembre sia riportato per intero. La riga di riferimento mostra −59,7 miliardi contro i −10,04 utilizzati. La nota a piè di pagina spiega la regola di livellamento; non dice quando atterri il resto né per quale importo.

Come lo abbiamo letto. Il sito del ministero ha rifiutato le nostre richieste per tutta questa sessione, restituendo un avviso secondo cui l’accesso era stato limitato dal proprietario della risorsa. Il comunicato e il file sono stati letti attraverso una cattura d’archivio delle pagine dal vivo effettuata nel corso di questa sessione, non da un resoconto altrui; ogni cifra qui sopra viene da quei due file.