Il 30 settembre il governo ha pubblicato il decreto n. 1243 del 26 settembre 2026, cinque pagine, che abbiamo letto per intero. Apporta due modifiche al decreto n. 2411 del 24 dicembre 2022 sugli anticipi nei contratti di fornitura di beni industriali per esigenze statali e comunali, nonché per le esigenze della difesa del Paese e della sicurezza dello Stato.

La prima modifica è lunga poche parole:

«1. Al secondo comma del punto 1, dopo le parole “negli anni 2022 — 2024”, aggiungere le parole “e negli anni 2026 — 2030”.»

La seconda riformula l’allegato n. 1 — l’elenco dei beni cui la norma si applica — in una nuova formulazione.

A che cosa obbliga la norma

Per un contratto di fornitura di qualsiasi voce di quell’elenco, l’anticipo non è materia di trattativa. L’intestazione dell’allegato riformulato enuncia per intero la condizione: sono beni per i quali, alla conclusione di contratti negli anni 2022–2024 e negli anni 2026–2030, si prevedono

«pagamenti anticipati di importo non inferiore all’80 per cento del prezzo del contratto (contratto statale), ma non superiore ai limiti delle obbligazioni di bilancio comunicati ai principali ordinatori di fondi del bilancio federale in qualità di percettori di fondi del bilancio federale e ai percettori di fondi del bilancio federale a essi subordinati, secondo le modalità stabilite, per le finalità indicate e per il corrispondente esercizio finanziario».

Due cose vi sono fissate e una no. Il minimo è fissato: non meno dell’80%. Il tetto è fissato da qualcosa di esterno al contratto, i limiti delle obbligazioni di bilancio già comunicati per l’anno, sicché la norma non può mai obbligare un committente a sborsare più di quanto gli sia stato assegnato. Ciò che non è fissato è il denaro, perché nel decreto non compare alcuna somma.

Il decreto entra in vigore con la pubblicazione e non si applica agli affidamenti i cui avvisi siano stati pubblicati, i cui inviti siano stati trasmessi o i cui contratti con fornitore unico siano stati conclusi prima della sua entrata in vigore.

Ottanta per cento prima della consegna

Un anticipo dell’80% significa che il bilancio consegna quattro quinti del prezzo del contratto prima di avere la merce. Nulla viene regalato — lo Stato acquisisce un credito verso il fornitore per quanto ha pagato —, ma la cassa esce a una data diversa da quella della consegna, e le due possono cadere in trimestri o in anni diversi.

Per questo la cosa sta accanto al deficit di bilancio e non altrove. L’effetto è sul profilo di cassa infra-annuale: la spesa viene tirata verso l’inizio dell’anno, il fabbisogno di cassa del Tesoro nei primi mesi aumenta e lo spazio per governare gli esborsi entro l’anno si restringe, perché il pagamento è dovuto alla firma del contratto e non all’esecuzione del lavoro. Su un anno intero la norma non aggiunge nulla al totale e nulla gli toglie. La nostra guida al deficit spiega che cosa la serie coglie e che cosa no.

Vale la pena essere esatti sul limite di questa affermazione. La serie dei crediti scaduti del monitor misura le fatture che le organizzazioni russe non si sono pagate a vicenda dopo la scadenza, comprese le somme dovute dai committenti statali per prodotto consegnato. Un anticipo statale è il flusso opposto — lo Stato che paga presto, non tardi —, quindi non entra in quella serie, e non vi registriamo questo decreto.

Una misura costruita per tre anni, fissata per cinque

Il decreto 2411 fu firmato il 24 dicembre 2022 e la sua regola sull’anticipo valeva per il 2022–2024: tre anni, la forma di una misura d’emergenza. Il nuovo testo non ripristina quegli anni e non li prolunga. Aggiunge una seconda finestra, distinta — dal 2026 al 2030, cinque anni, più lunga dell’originale.

Che cosa sia successo nel mezzo è l’unica cosa che il documento chiarisce solo in parte. Il comma modificato nomina il 2022–2024 e ora il 2026–2030, e non dice nulla del 2025. Il decreto 1243 elenca le precedenti formulazioni del decreto 2411 che modifica: Sobranie zakonodatel’stva 2023 n. 1 art. 235, n. 28 art. 5206; 2024 n. 25 art. 3506, n. 42 art. 6256. Quella citazione arriva al 2024 e non contiene nulla pubblicato nel 2025: quell’anno nessuna modifica fu apportata a questo decreto. Se l’obbligo dell’80% si sia comunque applicato nel 2025 tramite qualche altro atto non possiamo dirlo: su pravo.gov.ru non è pubblicata alcuna versione consolidata del decreto 2411, e non ne abbiamo aperta alcuna. Il vuoto è visibile nel documento; la sua spiegazione no.

Lo stesso vale per l’elenco. Poiché l’allegato n. 1 è riformulato per intero anziché modificato riga per riga, e poiché la versione precedente non è pubblicata in forma consolidata, non possiamo dire quali voci siano state aggiunte e quali tolte.

Che cosa c’è nell’elenco

Quarantatré voci, per codici OKPD-2. Lette insieme descrivono un’officina meccanica più che un campo di battaglia: torni, alesatrici e fresatrici (28.41.2), macchine per la lavorazione laser dei metalli e centri di lavoro (28.41.1), altre macchine per la lavorazione dei metalli (28.41.3) e parti di macchine (28.41.4); dispositivi a controllo numerico (26.20.40.150), laser diversi dai diodi laser (26.70.23.120) e scanner 3D (26.20.16.155); robot industriali, complessi, celle e linee robotizzate (da 28.99.39.200 a 28.99.39.240); impianti additivi di tre tipi (28.96.10.121–123); forni a resistenza e forni industriali (28.21.13.111, 28.21.13.119) e apparecchiature di saldatura (27.90.31.110, 28.29.70.110). Accanto, sollevamento e movimentazione: carriponte, gru a portale, gru a torre e gru portuali (28.22.14.121–140), ascensori (28.22.16.110), nastri trasportatori e trasportatori a rulli (28.22.17.111, 28.22.17.115), funivie, magazzini meccanizzati e utensili a mano.

È l’attrezzatura con cui si fabbricano altre cose. La norma la copre tanto per esigenze statali e comunali quanto per difesa e sicurezza dello Stato; il decreto non separa le due, e nemmeno noi.

Perché il bilancio si accolli questo costo non è detto nel decreto, e non gli attribuiremo un movente. Quel che si può dire è la posizione della controparte. Un fornitore di macchine utensili che non può finanziare una produzione con il proprio capitale circolante ha un’alternativa, indebitarsi; la nuova bozza di indirizzi della Banca di Russia, letta in questa sessione, colloca il tasso di riferimento medio del 2026 al 14,5–14,6% annuo. Dove il bilancio paga l’80% in anticipo, il capitale circolante della commessa lo mette il bilancio e non una banca.

Lo stesso strumento, usato uno alla volta

Il giorno prima, il 29 settembre, il governo ha firmato il decreto n. 1256, una pagina. Consente alla società di diritto pubblico «Committente Unico nell’edilizia» di prevedere anticipi fino al 70% del prezzo di un contratto statale nominativamente indicato del 19 agosto 2022, n. 0995400000222000052, entro i limiti delle obbligazioni di bilancio a essa comunicati, e di modificare quel contratto di conseguenza con l’accordo delle parti.

È lo stesso strumento al dettaglio: un anticipo innalzato, concesso a un contratto anziché a una categoria. Il decreto non indica alcuna somma e non dice di che cosa tratti il contratto. Lo segnaliamo qui e non a parte, perché un documento gemello di un meccanismo già trattato appartiene all’articolo dello stesso giorno.

Che cosa cambia questo nel nostro modello

Nulla di misurabile. Il decreto non muove entrate né spese in alcun anno, e la lettura del deficit su cui incide non si è mossa.

Il deficit di bilancio è a 65 su 100: un deficit mobile su dodici mesi del 3,3% del PIL, ossia 7 501 miliardi di rubli fino ad agosto. L’indice di solidità si attesta a 46,4 su 100, in zona di stress. Lo stato attuale degli otto indicatori è nel monitor.

Ciò che renderebbe la cosa misurabile è una cifra, e il decreto non ne ha. Un obbligo di anticipare l’80% costa alla posizione di cassa del bilancio esattamente quanto valgono i contratti firmati sotto di esso, e quel valore qui non è pubblicato, non è stimato e non è qualcosa che indovineremo. Non quantificato non significa piccolo.

Che cosa non sappiamo

Se la norma si sia applicata nel 2025. L’elenco delle citazioni nel decreto 1243 non riporta alcuna modifica del decreto 2411 pubblicata in quell’anno, il che è una constatazione su questo decreto e non sull’obbligo in generale.

Che cosa sia cambiato nell’elenco. L’allegato n. 1 è riformulato per intero a fronte di un predecessore consolidato non pubblicato.

Il volume dei contratti coinvolti. Né somma, né stima, né relazione illustrativa: regulation.gov.ru è irraggiungibile dal nostro ambiente.