Il 6 ottobre il portale ufficiale di pubblicazione ha messo in rete il decreto n. 1302 dello stesso giorno — una pagina firmata da Mishustin, che abbiamo letto per intero in questa sessione. Aggiunge un solo capoverso al punto 42 dei Fondamenti della formazione dei prezzi regolati nell’elettroenergetica — le regole, in vigore dalla fine del 2011, con cui lo Stato fissa i prezzi che controlla su quel mercato.
Il capoverso dice che per un anno, il 2027, il prezzo regolato in un segmento non sarà prodotto dalle formule di indicizzazione che di norma lo governano. Sarà calcolato con un’altra procedura — costruita per una situazione del tutto diversa.
Un capoverso, un anno
L’aggiunta completa, tradotta:
«Riguardo agli oggetti di generazione dei fornitori — soggetti del mercato all’ingrosso che possiedono, a titolo di proprietà o su altro fondamento legale, centrali termiche, il prezzo regolato (tariffa) dell’energia elettrica per il 2027, fornita in base a contratti regolati, è calcolato in conformità a una procedura determinata dall’organo esecutivo federale competente per la regolazione delle tariffe, sulla cui base è calcolato il prezzo (tariffa) dell’energia elettrica fornita nelle condizioni della fornitura di capacità in regime forzato, e in seguito — con l’applicazione delle formule di indicizzazione dei prezzi regolati (tariffe) dell’energia elettrica (capacità) approvate dal Servizio federale antimonopolio.»
Quattro elementi, ciascuno preso dal capoverso stesso: chi — i fornitori del mercato all’ingrosso che possiedono centrali termiche; dove — i contratti regolati, il segmento di quel mercato in cui il prezzo è una tariffa fissata dallo Stato e non l’esito di un’asta; quando — l’anno 2027, e quello soltanto; come — con una procedura che determina il regolatore federale delle tariffe, la stessa che fa da base al prezzo dell’elettricità fornita in ciò che le regole chiamano il regime forzato di fornitura della capacità.
Che cosa è uscito dal binario
La frase porta in sé il proprio contrasto. Per il 2027, la procedura speciale; «in seguito» — le formule di indicizzazione approvate dal Servizio federale antimonopolio. L’indicizzazione è una continuazione: la tariffa dell’anno prossimo è quella di quest’anno portata avanti da una formula. Per un anno, quella catena è tagliata. Il prezzo del 2027 in questo segmento sarà calcolato, non continuato — e le formule tornano dopo, applicate a valle di un anno prezzato dalla procedura speciale.
Questo è tutto il meccanismo visibile, e vale la pena dire che cosa non è. Il decreto non contiene la procedura che indica; nomina l’organo che la determina. Non definisce il regime forzato; gli prende in prestito una base di calcolo. E non dice — in nessun punto — se il prezzo così calcolato uscirà sopra o sotto ciò che le formule avrebbero prodotto. Una direzione che il documento non nomina, noi non la forniamo.
Che cosa il decreto non dice
Su che cosa poggi la procedura del regime forzato. Il termine appartiene alle regole del mercato all’ingrosso, che da questo ambiente in questa sessione non siamo riusciti a procurarci; i testi consolidati vigenti stanno in banche dati giuridiche irraggiungibili da qui. Da questa sola pagina si può dire soltanto che la procedura esiste, che la determina il regolatore delle tariffe e che è stata costruita per prezzare la capacità fornita in regime forzato — non che cosa prenda in conto.
Chi compra con i contratti regolati. Quali consumatori e quali territori copra il segmento regolato non sta nel decreto, e lo governano le stesse regole irraggiungibili.
Perché un anno. Il testo dice «per il 2027» e «in seguito — con l’applicazione delle formule di indicizzazione», e nient’altro. Se il 2027 sia un azzeramento che le formule poi porteranno avanti, o un’eccezione che scade, è una domanda a cui il capoverso non risponde.
Se seguirà una decisione tariffaria. La procedura spetta al regolatore; se il Servizio federale antimonopolio abbia emanato o modificato qualcosa per il 2027 non abbiamo potuto verificarlo — il suo sito è irraggiungibile da questo ambiente.
Che cosa significa per le serie che seguiamo
Le tariffe elettriche regolate fanno parte dello strato amministrato del sistema dei prezzi russo — prezzi che si muovono quando lo Stato lo decide. Il nostro indicatore dell’inflazione annua segna 6,3% anno su anno ad agosto — 95 su 100 rispetto a una media prebellica del 4,6% e a una linea di allarme registrata al 40%. La nostra guida all’inflazione spiega come le decisioni amministrative raggiungono l’indice dei prezzi al consumo; la strada da un segmento all’ingrosso alla bolletta di una famiglia passa per più gradini di quanti questo documento ne copra, e non li comprimeremo in una previsione.
Oggi nel modello non si muove nulla. Ciò che il decreto cambia non è un numero, ma il modo in cui un numero verrà fatto: per un anno, in un segmento, lo Stato deciderà quanto costa l’elettricità calcolandolo da capo invece di continuare la cifra dell’anno scorso. L’indice di solidità è a 46,4 su 100, in zona di stress. Il passaggio di stamattina non ha mosso alcuna lettura.