Il decreto n. 1097, firmato il 28 agosto e pubblicato il giorno dopo, sposta di esattamente un mese due date delle eccezioni al divieto russo di esportare carburanti. È entrato in vigore il giorno della pubblicazione, due giorni prima della prima data che modifica. Secondo il governo, gasolio, combustibile navale e altri gasoli esportati dalla Russia dai loro produttori diretti restano vietati all'esportazione fino al 30 settembre.

L'intero decreto sono due date

La parte dispositiva sostituisce quattro parole e nulla più:

«a) al punto 4, sostituire le parole “dal 1° settembre 2026” con le parole “dal 1° ottobre 2026”; b) al punto 5, sostituire le parole “fino al 31 agosto 2026” con le parole “fino al 30 settembre 2026”».

I punti riscritti appartengono al decreto n. 954 del 30 luglio 2026, che dal 1° agosto 2026 al 31 gennaio 2027 ha vietato l'esportazione di benzine per autotrazione, gasolio, combustibile navale e altri gasoli, comprese le quantità acquistate in Borsa. La data finale resta intatta. A cambiare è la portata dell'eccezione al divieto.

Una porta stretta e una larga

Il decreto n. 954 elenca quindici eccezioni al divieto. Due riguardano il gasolio, ma hanno portata diversa:

L'eccezione stretta doveva scadere il 31 agosto e quella larga entrare in vigore il 1° settembre: il canale contingentato doveva cedere il passo a quello aperto. Il decreto n. 1097 rinvia il passaggio di un mese. Per tutto settembre può uscire legalmente solo il gasolio del canale intergovernativo contingentato; l'eccezione larga entrerà in vigore il 1° ottobre.

Il governo descrive lo stesso atto dall'altro lato nel proprio comunicato:

«È stato firmato un decreto che proroga il divieto di esportare gasolio, combustibile navale e altri gasoli portati fuori dal territorio della Russia dai loro produttori diretti. La restrizione resterà in vigore fino al 30 settembre 2026 incluso. La decisione è stata presa per mantenere stabile il mercato interno dei carburanti».

Tre delle quindici eccezioni sono segrete

Le ultime tre eccezioni del decreto n. 954 non hanno testo. Le altre dodici riguardano spedizioni umanitarie, transito, provviste di bordo e l'approvvigionamento delle formazioni militari russe all'estero e delle organizzazioni russe a Bajkonur e alle Svalbard. Le ultime tre riportano solo le parole «per uso d'ufficio». Un quinto delle categorie di esportazione autorizzate non è quindi pubblico, e ciò che lascia il Paese per quelle vie non è verificabile sul decreto.

Perché una decisione sul carburante arriva due volte al bilancio

Il carburante che non viene esportato non produce introiti da esportazione né paga dazio. Quello che resta nel Paese incide sui prezzi interni. Da questi prezzi si calcola l'ammortizzatore, il sussidio versato alle raffinerie che compare come voce negativa nelle entrate da petrolio e gas. Quella voce l'abbiamo smontata il 25 agosto: il pagamento si riduce man mano che i prezzi interni si avvicinano alle rispettive soglie e scende a zero non appena le superano. I due canali agiscono in direzioni opposte, e questo decreto non decide quale prevalga. Lo mostrerà per agosto e settembre il file mensile del ministero delle Finanze, non questo testo.

Che cosa significa per il nostro modello

Le entrate di bilancio da petrolio e gas valgono 14 su 100, il secondo peggior punteggio degli otto, e misurano il livello rispetto al 2021, non il ritmo rispetto all'anno scorso. Oggi il decreto non cambia quel numero: non fissa volumi e non trasferisce denaro. Conta perché entrambi i canali citati arrivano a quell'indicatore in ritardo. Inoltre, un rinvio di un mese deciso due giorni prima del passaggio indica che il governo rivaluta il proprio mercato dei carburanti settimana per settimana, invece di seguire un piano fisso. Il resto è sul monitor.

Quello che non sappiamo

Il decreto non indica quantità, non stima gli introiti da esportazione mancati e non spiega perché il rinvio sia di un mese e non di due. Non dice neppure se il passaggio sarà rinviato di nuovo il 30 settembre. Se l'ammortizzatore sia stato azzerato ad agosto si leggerà nei dati del ministero delle Finanze a inizio settembre, non in questo testo. Che cosa consentano le tre eccezioni segrete non è stato pubblicato.